Educazione della voce

L’insegnamento della recitazione

L’insegnamento della recitazione è una pratica che richiede, oltre alla padronanza assoluta della tecnica dell’interpretazione, un’assoluta disponibilità nei confronti dei discenti. L’apprendimento non può avvenire laddove non vi sia, da parte dell’allievo, la chiara percezione di essere rispettato, incoraggiato e protetto. Poiché l’efficacia dell’interpretazione dipende considerevolmente dalla sicurezza dell’attore, è indispensabile che lo studio si svolga in un clima di fiducia e di rispetto reciproci, ma soprattutto nei riguardi dei discenti. La recitazione richiede innanzitutto, da parte dell’attore, la concentrazione e il rilassamento; un attore principiante non potrà esprimersi se dovesse sentirsi esaminato, giudicato o criticato. Purtroppo le scuole di teatro pullulano di insegnanti che praticano un insegnamento violento e perfino sadico, spacciandolo addirittura come metodo. Nella recitazione l’attore mette in gioco sé stesso, rendendosi estremamente vulnerabile. Quando, dopo una prestazione, un attore riceve un giudizio negativo, gli è difficilissimo tenere distinti il piano professionale da quello personale ed immancabilmente trasferirà il giudizio negativo dalla sua prestazione alla sua persona. Da parte di chi osserva e giudica, di conseguenza, è fondamentale che vi sia la consapevolezza di quanto sia facile nuocere all’attore che viene fatto oggetto di un giudizio o di una osservazione. Un insegnante capace e sensibile dirà: “Hai fatto molto bene, ma questo o quell’aspetto lo puoi fare ancora meglio in questo o questo modo...”. Un insegnante che dirà: “non sai recitare, non mi dai nessuna emozione, sei insicuro...” e cosa del genere, dovrebbe essere bandito. Un altro aspetto molto importante riguarda l’adeguatezza dei testi e dei personaggi che vengono proposti agli allievi-attori principianti. Una scelta di testo e una distribuzione di personaggi sbagliata, al di sopra delle possibilità di un principiante, possono deprimere un allievo al punto da comprometterne la crescita artistica. Come nello sci, ad esempio, si comincia imparando la tecnica “a spazzaneve”, allo stesso modo si dovranno proporre agli allievi principianti dei testi e dei ruoli commisurati alle loro attuali capacità di apprendimento. Fortunatamente non mancano ruoli nella drammaturgia moderna e di tutti i tempi, ma soprattutto è importante che l’insegnante si preoccupi più delle esigenze precipue dei suoi allievi piuttosto che delle sue proprie aspirazioni artistiche.

Il “metodo”

La recitazione si basa su un metodo unico e imprescindibile: l’interpretazione del testo. Vi sono metodi diversi per raggiungere un risultato e questi possono prendere il nome dalle diverse scuole in cui vengono praticati, ma il punto di partenza e di arrivo nella recitazione sono gli stessi per tutti: l’interpretazione del testo e la costruzione del personaggio. Anche la terminologia viene messa in discussione: bisogna dire “recitare”, “interpretare”, “rappresentare” oppure “essere”? Sono questioni oziose, mentre il lavoro dell’attore è un lavoro concreto e possiede regole precise che non cambiano da millenni. L’attore deve innanzitutto impadronirsi di un testo, scritto o non scritto. Se il testo è scritto l’attore procederà con l’analisi logico-grammaticale del testo, per risalire allo stato d’animo e alle intenzione (obiettivi) del suo personaggio in relazione allo stato d’animo e alle intenzioni di tutti i personaggi che entrano in rapporto con il suo. Dopodiché procederà con l’apprendimento mnemonico della parte del testo che riguarda il suo personaggio e sperimenterà la vita del personaggio sulla scena nel corso delle prove. Se il testo non è scritto, i soggetti, le battute, i personaggi e i loro rapporti, lo sviluppo narrativo, verranno concordati verbalmente tra gli attori e poi memorizzati e sperimentati sulla scena nel corso delle prove.

La costruzione del personaggio

La costruzione del personaggio si ricava per deduzione dalle informazioni che ci pervengono dal testo. Un personaggio è caratterizzato da tratti fisici e psicologici. I tratti fisici verranno riprodotti attraverso la modulazione del corpo dell’attore su quello del personaggio. I tratti psicologici verranno riprodotti attraverso la modulazione del pensiero e dell’espressione dell’attore, in conformità a quelli del personaggio. L’aspetto fisico e quello psicologico non vanno però trattati separatamente, poiché sono strettamente connessi fra loro. Ovviamente ogni interpretazione è subordinata alla costituzione psicofisica di ogni singolo attore ed alla chiave di lettura di ogni singolo regista e dunque non si avranno mai, auspicabilmente, due interpretazioni identiche fra loro. Quando le caratteristiche psicofisiche di un attore sono molto simili a quelle del personaggio che l’attore è chiamato a interpretare, l’attore corre il rischio di attirare a sé il personaggio, anziché andare verso di lui. Oggigiorno gli attori vengono selezionati per un ruolo quando corrispondono perfettamente alle caratteristiche del personaggio e questo va a detrimento dell’arte dell’interpretazione.

Verità e verosimiglianza

L’approccio dell’attore al personaggio deve essere improntato alla più genuina verosimiglianza. Quando l’attore interpreta il personaggio ed esprime i suoi sentimenti, deve essere autentico nel senso che deve aderire completamente, anche se artificiosamente, allo stato d’animo del personaggio. Ogni stratificazione di tipo stilistico deve poggiare su questo irrinunciabile fondamento, irrinunciabile perché altrimenti sarebbe impossibile ogni identificazione tra attore e personaggio e dunque tra spettatore e personaggio.

Caratteristiche dell’attore

L’attore “ideale” deve essere versatile, disponibile ad acquisire nuove forme e a sperimentare nuovi stili. Deve essere determinato e disposto ad affrontare tutti i sacrifici morali e materiali che il suo mestiere gli impone, sia nella professione che nella vita di tutti i giorni. Nella professione l’attore si trova periodicamente a cambiare i testi, i ruoli, i registi e i colleghi di lavoro. Nella vita di tutti i giorni l’attore medio vive in uno stato di perenne precarietà. Per mantenere la stabilità e l’equilibrio indispensabili per svolgere efficacemente la sua professione, l’attore dovrà essere persuaso della sua scelta professionale e padrone del mestiere. Per quest’ultima ragione chi desidera fare l’attore si procurerà una valida preparazione, sia tramite una scuola che attraverso la gavetta, e si manterrà costantemente aggiornato su quanto viene rappresentato nelle sale teatrali e cinematografiche, come nella televisione, del paese in cui vive e possibilmente anche degli altri paesi del mondo. La lettura, la musica, i viaggi e le relazioni sociali, completeranno il bagaglio di cui un attore ha bisogno per dare corpo e anima a un personaggio.

CONCLUSIONI

Il problema della recitazione

A partire dall’interpretazione del testo (analisi logico-grammaticale), l’attore deve risalire allo stato d’animo del personaggio (cosa prova e perché) e alle intenzioni del personaggio (cosa vuole ottenere e in che modo). Le vicende del personaggio devono essere riprodotte dall’attore per analogia, ovvero come se stessero accadendo a lui, per quanto le sue reazioni debbano essere vincolate alle caratteristiche psico-fisiche del personaggio. Per consentire alle emozioni di fluire spontaneamente e in modo naturale, l’attore deve partire da una condizione di assoluta distensione da una totale disponibilità ad assumere nuove forme.

Rapporto regista-attore, insegnante/allievo

Compito del regista è aiutare l’attore a comprendere il personaggio e il suo percorso. Il rapporto regista-attore si basa sul reciproco rispetto, sulla mutua comprensione e su una fattiva collaborazione imperniata sulla conoscenza dei rispettivi ruoli. Dal momento che l’attore mette in campo sé stesso, il regista deve astenersi da comportamenti lesivi della sensibilità dell’attore e in caso di incomprensione deve trovare strade alternative per raggiungere il risultato. Per una questione di unità stilistica, l’attore deve attenersi alle prescrizioni del regista per tutto quello che riguarda le scelte artistiche.

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